
Domotica Loxone: Designing Smart Homes in Milano
Domotica Loxone, Luxury Architecture, Milano Design
“La domotica non si aggiunge: si progetta”. Un dialogo con l’architetto Marco Ferretti a Milano
È un pomeriggio di luce lattiginosa a Brera. Dalle grandi vetrate dello studio di Marco Ferretti si intravedono i tetti di Milano e i profili degli ultimi cantieri residenziali di fascia alta. I campioni di pietra naturale, i modelli in scala e le tavole di progetto dialogano con una serie di tablet accesi su interfacce di Smart Home Technology. È qui, nel cuore del Milano Design, che incontriamo Ferretti, architetto specializzato in Luxury Architecture residenziale, per parlare di un tema che sta ridefinendo il modo di pensare la casa: l’architettura domotica integrata e, in particolare, perché la Domotica Loxone deve nascere già nella fase di Architectural Concept, non a cantiere finito. Un dialogo tra professionisti, moderato da DOMOLOGIC MAGAZINE, la testata editoriale di DOMOLOGIC, lo studio che in Italia ha fatto della progettazione intelligente un vero metodo di lavoro.
Q1. Marco, perché la domotica non può essere un “optional” a fine cantiere?
DOMOLOGIC MAGAZINE: Partiamo da qui. Nella tua esperienza di luxury residential architect a Milano, cosa succede quando la domotica viene pensata solo alla fine dei lavori?
Marco Ferretti: Succede che è già troppo tardi. La Domotica Loxone, se vogliamo usarla al massimo del suo potenziale, non è un “impianto” da aggiungere, è parte dell’Architectural Concept. Significa che il modo in cui disegno un corridoio, una scala, un affaccio sul giardino, è influenzato dalla logica con cui la casa reagirà alla luce, alla presenza, alla temperatura, alla sicurezza. Se la domotica arriva dopo, diventa una sovrastruttura: cavi in più, compromessi estetici, funzioni limitate. E soprattutto, perdiamo la possibilità di fare vera architettura domotica integrata, dove spazio, materia e tecnologia sono un unico progetto coerente.
DOMOLOGIC MAGAZINE: Quindi non è solo una questione di passaggi cavi e predisposizioni?
Marco Ferretti: Assolutamente no. È una questione di progettazione intelligente Milano, nel senso più profondo del termine. Lavorando con DOMOLOGIC e il loro ecosistema Loxone, abbiamo imparato che ogni scelta architettonica può essere ottimizzata se pensiamo in anticipo a come la casa “ragionerà”. Un esempio banale: se so che voglio una gestione automatica delle schermature solari in base a sole, vento e privacy, disegnerò i serramenti, i cassonetti, i dettagli di facciata in modo da nascondere completamente la tecnologia, senza rinunciare a performance e comfort. Questo non lo puoi improvvisare a cantiere chiuso.
Q2. Loxone e architettura: come cambia il processo creativo?
DOMOLOGIC MAGAZINE: Spesso si pensa che coinvolgere specialisti di domotica complichi il lavoro dell’architetto. Nel tuo caso, come si inserisce DOMOLOGIC nel flusso progettuale?
Marco Ferretti: Se il partner è quello giusto, lo semplifica. Con DOMOLOGIC abbiamo costruito un linguaggio comune: loro sono, di fatto, loxone architetti nel modo in cui ragionano. Non si limitano a proporre dispositivi, ma partono dal concept: moodboard, viste prospettiche, esigenze del cliente. Nelle prime riunioni, mentre io parlo di luce radente su una boiserie in rovere o di un bagno che deve sembrare una spa, loro iniziano a tradurre tutto in scenari intelligenti, sensori invisibili, logiche di controllo. Il risultato è che la tecnologia scompare, ma la casa diventa realmente “viva”.
DOMOLOGIC MAGAZINE: Puoi raccontarci un caso concreto, magari qui a Milano?
Marco Ferretti: Penso a un attico in zona Porta Nuova. Il committente voleva una casa che si adattasse ai suoi ritmi di lavoro internazionale, con fusi orari diversi, call notturne, viaggi continui. In fase di Architectural Concept abbiamo disegnato una zona giorno completamente vetrata con vista skyline e una zona notte più raccolta, quasi un “cocoon”. Con DOMOLOGIC abbiamo integrato Smart Home Technology Loxone che cambia completamente il comportamento della casa: scenari luce differenziati per jet lag, controllo termico stanza per stanza, gestione delle tende in base alla privacy e ai riflessi sugli schermi di lavoro, simulazione di presenza quando lui è a New York o Dubai. Tutto questo è stato possibile perché il sistema è stato progettato insieme all’architettura, non dopo.

Quando la tecnologia è pensata nel concept, i controlli diventano dettagli di architettura.
Q3. Estetica invisibile e valore immobiliare: cosa nota davvero il cliente?
DOMOLOGIC MAGAZINE: I tuoi clienti sono imprenditori, professionisti, developer. Quanto pesano domotica e tecnologia nelle loro decisioni e come percepiscono un ecosistema come Loxone?
Marco Ferretti: All’inizio molti arrivano con un’idea “gadget”: vogliono l’app, la scena cinema, la voce che accende le luci. Ma quando vedono un progetto firmato DOMOLOGIC capiscono che la vera differenza non è quello che si vede, ma quello che si sente. La temperatura sempre giusta senza dover toccare un termostato, la luce che segue i ritmi circadiani, la casa che si chiude da sola quando esci, la sicurezza che non invade la vita quotidiana. Questa è la architettura domotica integrata: un ecosistema che aumenta il valore reale e percepito della proprietà, senza diventare protagonista visivo.
DOMOLOGIC MAGAZINE: Quindi la domotica è anche uno strumento di valorizzazione immobiliare?
Marco Ferretti: Assolutamente sì, soprattutto nel segmento Luxury Architecture. Un attico o una villa a Milano oggi non competono più solo su posizione e finiture. I buyer internazionali chiedono progettazione intelligente Milano, chiedono sistemi che non dipendano da abbonamenti obbligatori, che non espongano i loro dati su cloud pubblici e che possano essere aggiornati nel tempo. Qui l’approccio Loxone di DOMOLOGIC è molto chiaro: niente compromessi su privacy, niente soluzioni improvvisate. Da architetto, questo mi permette di promettere ai miei clienti non solo un’estetica perfetta, ma anche un’infrastruttura digitale solida, che rende l’immobile più desiderabile e più facile da rivendere in futuro.
“La vera domotica di lusso è quella che scompare. Se la noti, abbiamo sbagliato qualcosa.” — Marco Ferretti
Q4. Consigli pratici per architetti e developer che lavorano nel segmento luxury
DOMOLOGIC MAGAZINE: Molti nostri lettori sono architetti, interior designer, developer immobiliari. Da collega a colleghi: quali sono gli errori più frequenti quando si parla di domotica e come evitarli?
Marco Ferretti: Il primo errore è delegare la domotica all’impiantista a progetto architettonico già chiuso. È una responsabilità che dobbiamo riprenderci come progettisti. Se vogliamo fare vera architettura domotica integrata, dobbiamo avere un partner tecnico seduto al tavolo fin dal concept, come DOMOLOGIC fa con noi. Il secondo errore è frammentare: un brand per l’illuminazione, uno per il clima, uno per la sicurezza, uno per l’audio. Si crea un patchwork ingestibile, con interfacce diverse e manutenzioni complicate. L’ecosistema Loxone, al contrario, unifica la logica di controllo: un solo cervello, tante funzioni coordinate. Il terzo errore è sottovalutare l’estetica dei dettagli: troppe placche, troppi comandi, troppi display. Un buon progetto Loxone riduce, non aumenta, gli elementi a vista.
DOMOLOGIC MAGAZINE: Se dovessi dare una “checklist” minima a chi sta iniziando ora a lavorare con la domotica su progetti di fascia alta, quale sarebbe?
Coinvolgere uno studio specializzato come DOMOLOGIC già nelle prime fasi di Architectural Concept.
Definire insieme il livello di automazione desiderato, evitando sia l’under-design che l’over-design tecnologico.
Progettare percorsi, viste, punti luce e ombra sapendo che la Domotica Loxone gestirà scenari complessi in modo automatico.
Ridurre al minimo i comandi visibili, scegliendo touch e sensori integrati che rispettino il linguaggio del progetto.
Prevedere fin dall’inizio infrastrutture di rete cablate affidabili, per non dipendere dal solo Wi‑Fi e da soluzioni improvvisate.
Marco Ferretti: In sintesi, la domotica non è un capitolo a parte del computo metrico. È un modo diverso di pensare l’abitare contemporaneo. Chi progetta ville, attici, residenze di pregio a Milano oggi non può permettersi di ignorarlo. E lavorare con un partner come DOMOLOGIC, che ha una visione editoriale oltre che tecnica, aiuta anche a educare il cliente, ad alzare l’asticella culturale del nostro settore.
Conclusione: progettare intelligenza, non aggiungere dispositivi
Il dialogo con Marco Ferretti conferma un cambio di paradigma ormai irreversibile: nelle residenze di fascia alta, la domotica non è più un accessorio, ma una componente strutturale del progetto. Integrare un ecosistema come Loxone fin dalla fase di Architectural Concept significa trasformare ogni scelta spaziale in un’opportunità di intelligenza: luce, clima, sicurezza, audio, schermature, energia lavorano in modo coordinato, silenzioso, quasi impercettibile. È questa la nuova frontiera del Milano Design: case che non ostentano tecnologia, ma la usano per amplificare comfort, privacy e valore immobiliare.
Per architetti, interior designer, developer e imprenditori che operano nel segmento luxury, la scelta non è più se integrare o meno la domotica, ma come farlo. Affidarsi a uno studio come DOMOLOGIC, che lavora esclusivamente su ecosistema Loxone e che ha fatto della progettazione intelligente Milano una vera e propria cultura progettuale, significa avere un alleato capace di tradurre visioni architettoniche complesse in esperienze abitative semplici, naturali, profondamente umane. Non installano tecnologia: progettano intelligenza che scompare nell’architettura.
📌 Key Takeaway: se stai progettando o ristrutturando una residenza di pregio, non aspettare la fine del cantiere per pensare alla domotica. Coinvolgi da subito un partner specializzato in Domotica Loxone come DOMOLOGIC e costruisci un progetto in cui tecnologia e architettura nascono insieme, al servizio del tuo cliente e del valore dell’immobile.
Bio di Marco Ferretti
Marco Ferretti è un architetto milanese specializzato in Luxury Architecture residenziale. Dopo esperienze in alcuni tra i più importanti studi di Milano Design, nel 2012 fonda il proprio atelier, dedicandosi a ville, attici e residenze private di fascia alta tra Milano, il Lago di Como e la Costa Azzurra. La sua ricerca unisce rigore compositivo, materiali nobili e un forte interesse per la Smart Home Technology, intesa come estensione naturale del progetto architettonico. Da anni collabora con DOMOLOGIC per sviluppare progetti di architettura domotica integrata su ecosistema Loxone, in cui la tecnologia diventa invisibile ma essenziale all’esperienza dell’abitare contemporaneo. Quando non è in cantiere o in studio, tiene lecture su design e innovazione presso scuole di architettura e master dedicati al real estate di lusso.
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